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Celebrazioni 25 Aprile alatri

Notiziario

Alatri – La Città ricorda la giornata del 25

Una data, quella del 25 aprile 1945 da non dimenticare. Una data che rappresenta a 69 anni di distanza, la chiave di volta che ha ridato ad un grande Paese la democrazia. E la Città di Alatri ha risposto con una manifestazione degna dell’importanza degli eventi che hanno sancito, oltre alla fine della guerra, il ritorno alla normalità, seppure monca a causa della distruzione del tessuto sociale tra opposti schieramenti. Una cerimonia a cui hanno partecipato l’onorevole Mauro Buschinioltre al sindaco ingegner Giuseppe Morini e rappresentanti dell’amministrazione tra cui il vice sindaco Di Fabio, l’assessore Belli ed i consiglieri Arcese, Fantini, Maggi, il presidente del Consiglio comunale Lisi, il presidente dell’Associazione partigiani cristiani Carlo Costantini, oltre al comandante della Compagnia e della stazione dei carabinieri rispettivamente capitano Contente e masups De Somma, della Polizia locale Padovani, e delle associazioni in concedo dell’Unuci, carabinieri, finanza e bersaglieri.
Il corteo è partito da piazza Santa Maria Maggiore alla volta del Monumento ai caduti accompagnato dalle note della banda musicale Città di Alatri diretta dal m.Mirella Pantano. Il sindaco Morini ha deposto una corona di alloro sia al monumento che al cippo che ricorda le vittime di tutte le guerre dei soldati alatrensi, al suono dell’Inno di Mameli e del Piave. Dopo la deposizione di un’altra corono al Parco della Rimembranza i partecipanti hanno raggiunto di nuovo la Piazza dove il maggiore Padovani ha letto il discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Questo è un giorno fondamentale per la storia d’Italia e per la sua riunificazione”. Quasi in contemporaneità il CApo dello Stato deponeva una corona presso l’Altare della Patria. Il sindaco Morini, invece nel suo intervento ha ripercorso le ultime fasi degli accadimenti che hanno ridato libertà al Paese ricordando i martiri alatrensi dei conflitti bellici, lanciando un monito affinché le nuove generazioni non dimentichino e soprattutto sappiano di quando accadde 69 anni fa, quando l’Italia venne liberata. Sulle note di “Bella ciao” la manifestazione ha avuto termine lasciando nei cuori una gioia immensa che rappresenta un valore di liberà e democrazia. Viva l’Italia che lavora, con gli occhi aperti nella notte triste

 
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