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Donna quarantasettenne si affida alla Polizia di Stato

Notiziario
Denuncia violenze subite. Interviene la Polizia di Stato
Donna quarantasettenne si affida alla Polizia di Stato
Un atto di coraggio quello della donna quarantasettenne della provincia di Frosinone con cui rivolgendosi alla Polizia di Stato chiede aiuto per sottrarsi alle dichiarate vessazioni e violenze subite dal compagno.
I professionisti della Questura ascoltano attentamente il racconto della donna preoccupata anche per il destino del proprio figlio.
La richiesta di aiuto si traduce nell’immediata collocazione della donna e del suo bambino presso una struttura protetta mentre viene prontamente informata l’Autorità Giudiziaria per la prosecuzione delle indagini.

“Operazione DACIA” della Polizia Stradale: 3 arresti

Indagate 30 persone dalla Polizia di Stato per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di veicoli per la Romania


Nell’ambito di un’articolata indagine relativa al riciclaggio di veicoli per la Romania, alle prime ore di questa mattina la Polizia Stradale di Frosinone ha eseguito 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 2 perquisizioni domiciliari.

Nelle abitazioni dei tre arrestati sono stati rinvenuti documenti di circolazione e targhe di veicoli rumeni e carte d’identità rubate in bianco.

Nel corso della complessa attività investigativa sono stati sequestrati e recuperati circa 20 veicoli, tra cui autovetture di notevole valore commerciale, mezzi d’opera ed autocarri.

Indagate complessivamente 30 persone, di cui alcune di nazionalità rumena che agivano come terminali della movimentazione illecita di veicoli.

L’attività d’indagine è iniziata nei primi mesi del 2013 quando ad un commerciante di auto frusinate furono sequestrate due autovetture Dacia Duster, per una delle quali era stata richiesta l’immatricolazione in Italia attraverso l’utilizzo di falsi documenti di circolazione rumeni; entrambi i veicoli risultavano, peraltro, da ricercare perché provento del reato di furto commesso in Romania.

L’attività investigativa immediatamente avviata permetteva di stabilire che il rivenditore ciociaro era stato vittima di una truffa perpetrata da tre soggetti italiani che, nell’ambito di una singolare trattativa commerciale, avevano acquistato tre veicoli speciali (carri funebri) offrendo quale corrispettivo la permuta delle predette Dacia Duster e la dazione di più assegni privi di provvista, provenienti da un conto corrente aperto ad hoc utilizzando falsi documenti d’identità.

Gli ulteriori sviluppi dell’indagine sul territorio frusinate conducevano poi al sequestro di una Ford Kuga e una Mitsubishi Lancers, anch’esse da ricercare perché provento di delitto e dotate di falsi documenti di circolazione rumeni.

Anche in questa circostanza i veicoli erano entrati nella disponibilità di un rivenditore d’auto all’interno di trattative intercorse con le medesime persone già oggetto di attenzione investigativa, che avevano raggirato il commerciante del posto facendosi consegnare mezzi industriali regolari (autocarri e rimorchi) in cambio della “Kuga” e del “Lancers” di provenienza illecita e di un’integrazione in danaro versata attraverso assegni tratti dal conto corrente del commerciante.

Le modalità fraudolente utilizzate ripetutamente nella compravendita dei veicoli hanno consentito di ipotizzare l’esistenza di un’associazione criminale dedita stabilmente al riciclaggio di veicoli composta dai tre romani di 35, 44 e 42 anni e da un bergamasco di 42 anni.

L’ipotesi veniva avvalorata allorché si è riscontrato che gli stessi soggetti risultavano anche responsabili di identiche e concomitanti condotte illecite di sostituzione di persona, truffa e appropriazione indebita di veicoli italiani, rinvenuti in parte in Romania.

Attraverso la successiva attività tecnica di intercettazione telefonica si è quindi accertato che gli indagati, con il concorso di altre persone, avevano effettivamente costituito un’associazione per delinquere dedita al traffico illecito di veicoli di ogni genere da e per la Romania, che venivano movimentati attraverso una serie di ricorrenti “modus operandi” tra i quali:
 il noleggio di mezzi, prevalentemente da cantiere, acquisiti da soggetti muniti di falsi documenti d’identità che hanno versato il corrispettivo con assegni senza provvista provenienti da conti correnti accesi all’uopo;
 la ricettazione ed il riciclaggio di mezzi provenienti da furti commessi in prevalenza presso aziende edili;
 l’acquisizione di mezzi industriali anche mediante la complicità dei titolari di aziende di trasporto esposte economicamente o in fallimento che, avendo l’originaria disponibilità dei veicoli come proprietari o locatari, ne hanno poi consentito l’illecita e consapevole esportazione all’estero, denunciandone falsamente il furto in epoca successiva.
Nel corso delle investigazioni svolte con l’ausilio di altri uffici di polizia stradale del territorio nazionale si è proceduto, in momenti diversi, al sequestro di circa 20 veicoli di provenienza illecita (autocarri, mezzi da cantiere e autovetture), per un valore commerciale complessivamente stimato in 300.000 euro, che la banda stava cercando di esportare in Romania.

In uno di questi controlli è stato arrestato un cinquantaquattrenne romano trovato alla guida di una vettura Audi A3 provento del delitto di riciclaggio, e in possesso di falsi documenti di guida e d’identità validi per l’espatrio.

In tale contesto la Magistratura ha emesso tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei componenti della “banda” .

Il quarantaduenne romano era stato, tra l’altro, arrestato in passato anche per tentato omicidio, ricettazione e porto abusivo di arma da fuoco; tale circostanza evidenzia lo spessore criminale e la pericolosità degli indagati, allorché si consideri che il quarantaquattrenne, di origini capitoline, si trova ristretto in carcere perché gravato da un provvedimento di carcerazione per espiazione pena.

Oltre alle custodie cautelari l’Autorità Giudiziaria ha ordinato la perquisizione locale nei confronti di due falsari che con la loro azione illecita agevolavano l’opera dell’organizzazione criminale.

Nel complesso l’indagine ha portato alla segnalazione all’Autorità Giudiziaria di 30 persone che a vario titolo hanno concorso all’attività illegale dell’associazione


 
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