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PIGLIO: La popolazione pigliese in festa per la canonizzazione di Karol Wojtyla

Notiziario

PIGLIO: La popolazione pigliese in festa per la canonizzazione di Karol Wojtyla.

L’Amministrazione Comunale in collaborazione delle parrocchie di Piglio e degli Altipiani di Arcinazzo, del Rettore del Convento di San Lorenzo e della Pro Loco di Piglio e degli Altipiani di Arcinazzo hanno programmato questa mattina alle ore 11,00 un convegno nella sala Polivalente del comune di Piglio dove sono intervenuti il Cardinale Iosé Saraiva Martins, Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi, Ines San Martin, Vaticanista per il National Catholic Reporter e per la CNN, Padre Gianfranco Grieco, giornalista e scrittore, Capo Ufficio del Pontificio Consiglio per la Famiglia e Paolo Rodari, scrittore, vaticanista, giornalista del quotidiano La Repubblica. Dopo i saluti del sindaco dott. Tommaso Cittadini e del Consigliere  delegata alla cultura Stefania Bedetti ha preso la parola il Cardinale Iosé Saraiva Martins, che ha illustrato ai presenti in sala l’iter di santificazione di venerabili, di servi di Dio, di beati e di santi tra processi,  e miracoli. Servo di Dio, riconoscimento delle eroiche virtù, venerabile, beato, santo. Sono questi i gradini della scala che porta un comune mortale, frate, sacerdote, suore o laico che sia, a sedere al fianco dei santi del Paradiso. La strada da percorrere è lunga e tutta in salita ha detto il Cardinale Martins e non ci sono scorciatoie.
La vita degli “aspiranti” viene sottoposta ad attente analisi da parte di tribunali ecclesiastici di vario livello, così come le opere vengono con grande scrupolo esaminate, sezionate, scrutate. E poi occorrono fatti concreti. Cioè miracoli, almeno un paio. Tutto, comunque, ha inizio con l’istruzione dell’inchiesta diocesana promossa dal cosiddetto attore, un singolo fedele oppure un’associazione di fedeli, una diocesi, una parrocchia o una congregazione religiosa. Tocca all’attore (che può agire solo per il tramite di postulatori o vice-postulatori) proporre al Vescovo competente l’avvio della causa di canonizzazione (santificazione) ed accollarsi tutte le spese, spesso ingenti, del processo. L’attività di queste persone consiste nel raccogliere  documenti, testimonianze, scritte o orali, ed altre prove. Il Vescovo, accertata la fondatezza della causa, dà il via libera all’inchiesta (a questo punto l’”aspirante” acquisisce il titolo di servo di Dio). L’iter di santificazione, svolti ulteriori controlli attraverso i promotori di giustizia, i cosiddetti avvocati del diavolo, ed i censori teologi, il Vescovo informa la Santa Sede. Questa, a sua volta, esaminata la documentazione, concede  o meno il nulla osta al proseguimento dell’iter di santificazione. In caso di diniego, e non sono pochi gli esempi, la causa viene bloccata. Se il responso è invece positivo, la parola passa dalla diocesi alla Santa Sede ed entra in gioco la Sacra Congregazione per le cause dei Santi. Se anche il giudizio della Congregazione è positivo, viene proclamata l’eroicità delle virtù dell’”aspirante” che diviene venerabile. A questo punto scocca l’ora dei …miracoli. Per essere nominati beati, infatti ne è necessario almeno uno (riconosciuto tale da apposita équipe medica): in genere si tratta di guarigioni  definite impossibili con i normali mezzi scientifici. Nel caso la Congregazione dia l’ok al miracolo, l’“aspirante” assurge al rango del beato. Il passaggio alla santificazione, secondo l’attuale procedura, avviene solo in seguito ad un altro miracolo ottenuto per intercessione del Beato così come è avvenuto per Karol Wojtyla che verrà proclamato Santo insieme a Papa Giovavvi XXIII Domenica 27 Aprile 2014 a Piazza San Pietro. Ha preso poi la parola padre Gianfranco Grieco, che ha ricordato ai presenti i numerosissimi viaggi fatti insieme a Karol Wojtyla che, secondo Grieco, era come San Massimiliano Kolbe, amico fraterno di padre Quirico Pignalberi, “Santo”. Ha chiuso il convegno  il giovane giornalista Paolo Rodari il quale si è riportato precedentemente da Gianfranco Grieco. Poi c’è styata una sortita dello storico locale Giorgio Alòessandro Pacetti che ha fatto visionare agli illustri ospiti  una interessantissima raccolta di ritagli di giornali su Karol Wojtila  dal 1982 ad oggi. Pacetti non sapeva che questo dossier su Karol Wojtila potesse essere oggi  a distanza di 32 anni una forte testimonianza ad un Papa che è venuto a Piglio tantissime volte a passeggiare di nascosto in questa zona, e che ha lasciato con il ricordo della sua presenza la testimonianza di come la sintonia tra cammino interiore ed esteriore possa elevare l’uomo a Dio e farne una persona matura e felice.

 
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